«Abbiamo bisogno del diesel»

22 novembre 2017 upsa-agvs.ch – Il settore dell’auto guarda al futuro con grande ottimismo, perché sa che la mobilità individuale assumerà un ruolo ancora più importante rispetto ad oggi. Ma prima deve risolvere un problema non da poco: deve tenere in forma, il più a lungo possibile il motore a combustione, in particolare il diesel. 

kro. Parlando di diesel occorre distinguere due fasce temporali: il presente e il futuro. Per i motori diesel il presente non è roseo: la discussione sull’ossido di azoto (NOx) in Germania e la minaccia dei divieti di circolazione in numerose città hanno destato la consapevolezza dei proprietari e degli acquirenti di auto.

«I vantaggi restano immutati»
Il mercato dei veicoli diesel non ha però subito un crollo sostanziale, per lo meno in Svizzera. Lo dicono le cifre di mercato di auto-i-dat e Eurotax, i due principali fornitori di dati sui veicoli in Svizzera (cfr. pag. 52). Conferma questo quadro anche un sondaggio non rappresentativo svolto da AUTOINSIDE tra i membri UPSA. In rappresentanza degli aderenti UPSA, Christian Müller del Ford-Garage Wehntal sostiene: «Naturalmente percepiamo un certo scetticismo da parte degli acquirenti dei veicoli diesel, ma i vantaggi razionali di questa propulsione – minor consumo e quindi minori costi di esercizio nonché emissioni di CO2 nettamente inferiori – continuano a fare presa». Per sostenere il mercato dei nuovi veicoli, numerose case automobilistiche offrono bonus ambiente o permuta per i veicoli diesel più vecchi. In Svizzera questo tipo di misura è adottata da Audi, BMW, Fiat, Ford, Hyundai, Mercedes-Benz, Renault, Seat, Skoda, Toyota e Volkswagen.

Senza diesel l’ulteriore riduzione delle soglie di CO2 resta una chimera
Sebbene a prima vista possa apparire una contraddizione, in merito al futuro del diesel una cosa è certa: questo motore resterà protagonista per anni a venire, addirittura per decenni.
 
La ragione è molto semplice: per raggiungere i nuovi e nettamente più bassi valori limite di CO2 valevoli dal 2021 – ossia in media 95 grammi per chilometro per l’intera flotta di un costruttore – non c’è alternativa al diesel. Questi valori non sono raggiungibili con i motori a benzina e le motorizzazioni alternative a elettricità, gas e meno che mai idrogeno non vantano le quote di mercato necessarie per sostituire il diesel a medio termine. Inoltre, a seguito del maggiore benessere, soprattutto negli attuali Paesi emergenti, la domanda di auto esploderà nei prossimi decenni. Una previsione confermata anche dal professor Ferdinand Dudenhöffer, uno dei più noti esperti al mondo in fatto di industria automobilistica e relatore alla «Giornata dei garagisti svizzeri» che si terrà il 17 gennaio 2018 al Kursaal di Berna.

Il potenziale di mercato resta gigantesco
Nel suo ultimo libro «Wer kriegt die Kurve? Zeitenwende in der Autoindustrie» (Chi l’avrà vinta? Cambio epocale nell’industria automobilistica) il professore stima in 325 milioni di veicoli il potenziale di mercato mondiale entro i prossimi 30 anni: tre volte tanto il volume dei veicoli venduti in tutto il mondo nel 2016, pari a 81 milioni. Anche su questo fronte una cosa è certa: non è assolutamente possibile soddisfare una domanda simile soltanto con le motorizzazioni elettriche, né dal punto di vista della produzione, né da quello del consumo di energia elettrica.

Dichiarazioni a favore del diesel
È chiaro come alcuni costruttori sfruttino l’attuale dibattito per posizionarsi come aziende ecologiche e orientate al futuro. Volvo, ad esempio, ha recentemente annunciato che dal 2019 non costruirà più auto prive di motore elettrico. Questa dichiarazione d’intenti cela però il fatto che i veicoli puramente elettrici rappresentano solo una parte del volume complessivo. La parte più corposa è costituita comunque da veicoli ibridi, che quindi montano anche un motore a combustione.
 
I costruttori tedeschi BMW, Mercedes-Benz e VW sono invece concordi sul futuro del diesel. «Abbiamo bisogno del diesel», afferma il CEO di Daimler, Dieter Zetsche, basandosi anche sul fatto che la quota di diesel è particolarmente elevata proprio tra i modelli di fascia alta e tra i SUV. Anche il responsabile sviluppo di Audi, Peter Mertens, giunge alla stessa conclusione: «Entro il 2025 – quindi tra altri otto anni – intendiamo elevare a un terzo la quota di veicoli elettrici sul totale delle vendite. La relazione è evidente: gli altri due terzi continueranno ad avere motorizzazioni tradizionali», ha dichiarato ad agosto alla «Automobilwoche». E, come se non bastasse, Ford ha dotato di un motore diesel il modello di maggior successo, il più venduto in assoluto negli USA, il pick-up extralarge F-150. Si potrebbe ribattere che il diesel non è rilevante negli USA, dove rappresenta appena il 3% del mercato, ma il segnale che Ford lancia a favore del diesel è forte.

Gli esperti e il mondo politico condividono la medesima idea
La soluzione per le motorizzazioni del futuro sarà quindi l’incremento d’efficienza dei motori a combustione. «Il motore diesel sarà mantenuto ancora a lungo soprattutto per i veicoli più grandi», dichiara Christian Bach, direttore della divisione Sistemi di propulsione per veicoli del Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa) di Dübendorf nell’intervista di AUTOINSIDE. Ma c’è un «ma»: «A questo scopo il diesel deve essere conforme a tre criteri: deve essere più pulito, più efficiente e deve essere alimentato ad energia rinnovabile».

Della stessa idea sono anche gli esponenti della politica. Il Consiglio federale punta essenzialmente su un «incremento dell’efficienza neutro a livello tecnologico», il che significa che il motore a combustione (dunque anche il diesel) avrà un ruolo decisivo anche nella pianificazione futura. Jürg Röthlisberger, direttore dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), seppur convinto che il motore elettrico assumerà grande importanza in futuro, è altrettanto sicuro che il motore a combustione sarà ancora necessario sotto forma di efficienti motorizzazioni benzina e diesel. Infatti, «a lungo termine per il traffico su strada non ci sono ancora alternative valide».
 
Il mercato in Svizzera ha ceduto solo leggermente
kro. Era inevitabile e quindi prevedibile: La dilagante isteria in Germania sui possibili divieti di circolazione ha avuto effetti visibili anche in Svizzera. Sebbene nel nostro Paese non siano previste misure simili, il mercato dei veicoli diesel nell’anno in corso ha ceduto leggermente rispetto al 2016. Auto-i-dat AG, leader del settore dei dati sui veicoli, ha registrato nella prima metà del 2017 una leggera flessione del 4 % per le auto nuove. Eurotax ha rilevato addirittura un calo tra il 5 % e il 7 %, confermato ad AUTOINSIDE anche da Martin Novak, Managing Director di Eurotax Svizzera e Austria. Tuttavia René Mitteregger, specialista dati presso Auto-i-dat AG, fa notare «che le nuove immatricolazioni soprattutto di SUV diesel sono cresciute ancora nel primo semestre del 2017», guadagnando terreno nell’ordine del 6,2 % nella classe media inferiore, del 14,4 % nella classe media superiore, mentre nella classe lusso addirittura del 20,2 %.
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