CVM: solo pochi cantoni chiedono aiuto ai garagisti

31 ottobre 2017 agvs-upsa.ch – «Gli uffici cantonali della circolazione stradale non richiamano gli automobilisti con la stessa frequenza per lo svolgimento dei controlli», ha titolato recentemente «Kassensturz». La prassi è disciplinata diversamente in tutta la Svizzera e il ricorso ai garagisti UPSA varia a seconda dei cantoni.


Domina la classifica dei controlli sui veicoli a motore: l’Ufficio della circolazione stradale di Basilea-Città e Basilea-Campagna (immagine SRF).


tki. Premessa: a livello nazionale, gli uffici della circolazione stradale applicano protocolli standardizzati per i controlli da eseguire sui veicoli a motore. Mentre sono disciplinati i 170 punti da verificare, non lo è la frequenza dei controlli da eseguire presso gli uffici. Ad esempio nei cantoni Lucerna (21,7 percento), Zurigo (19,7 percento), Basilea-Campagna e Basilea-Città (23 percento) la frequenza dei controlli è di quattro volte superiore rispetto San Gallo (4,8 percento) e Turgovia, secondo «Kassensturz». 
 
I garagisti come istanza di controllo
Il problema sta nella procedura: la quota di controlli successivi presso l’ufficio di San Gallo è bassa perché gli automobilisti possono recarsi anche dai loro garagisti UPSA. Se questi prendono parte alle cosiddette procedure di conferma di riparazione sono anche autorizzati a svolgere i controlli, pertanto non si limitano ad eliminare i difetti riscontrati ma confermano anche l'avvenuta riparazione all’Ufficio della circolazione stradale. Il canton Turgovia, ad esempio, ha esternalizzato quanto più possibile i controlli successivi.

L’esistenza di pratiche diverse implica la necessità di intervenire per mettere ordine in questa situazione, secondo Markus Peter, responsabile Tecnica automobilistica e Ambiente presso UPSA: «L’esempio dell’automobilista che si trasferisce dal canton Turgovia a quello di Zurigo e che, a seguito di un difetto riscontrato in sede di CVM, non può più recarsi comodamente dal proprio garagista UPSA per la riparazione ma deve tornare all’Ufficio della circolazione, genera una certa incomprensione. L’esempio mostra che una regolamentazione unitaria a livello nazionale sarebbe anche nell’interesse dei consumatori.»
 
Le ripercussioni per il portafoglio degli automobilisti a seguito delle diverse pratiche sono illustrate nel servizio televisivo.
 
I fornitori di pneumatici lesinano sul battistrada? No, secondo gli esperti del TCS
Un altro tema caldo per i garagisti UPSA è stato affrontato in questi giorni dalla trasmissione SRF «Espresso»: gli pneumatici delle auto. Un ascoltatore ritiene che l’industria automobilistica monti pneumatici con battistrada sempre più bassi, solo per guadagnarci di più. Reto Blätter, esperto di pneumatici e responsabile test presso il TCS non la pensa allo stesso modo: il progresso tecnologico permette di produrre battistrada di spessore inferiore, ma il fenomeno non dipenderebbe da biechi calcoli di profitto. «Se prima si preferivano gli pneumatici con più gomma e più battistrada perché duravano più a lungo, oggi non è più così. Un battistrada inferiore significa maggiore stabilità e più sicurezza», ha spiegato l’esperto ai microfoni di SRF. 

Nel numero di settembre di AUTOINSIDE è illustrato lo svolgimento dei test TCS sugli pneumatici invernali.

Il reportage «Espresso» completo è disponibile sul sito Internet di SRF.
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