La tematica Diesel: di quali informazioni c‘è urgente bisogno

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Non passa giorno in cui i diesel non vengano messi alla berlina. Soprattutto in tempi come questi è importante che i garagisti sappiano essere dei consulenti imparziali e fugare le incertezze dei clienti a fatti e a parole.


Il prossimo mercoledì i rappresentanti della politica e i costruttori di auto si incontreranno a Berlino in occasione di un vertice sui diesel. L’intento è quello di trovare soluzioni rapide e sostenibili per la riduzione delle emissioni degli ossidi d’azoto (NOx). E di riportare la discussione divampata intorno ai diesel a un livello più oggettivo. E la cosa urge, dato che in Germania la tensione nell’aria si può toccare quasi con mano. Da tempo - talvolta addirittura da anni - diverse città sforano infatti i valori limite europei del biossido d’azoto (NO2), ragion per cui sono state portate in tribunale dalle associazioni ambientali. Ora incombe una reazione a catena. Per sventare le sanzioni dell’UE, come il radicale bando dei diesel dalle strade urbane, le città interessate stanno pensando di vietare la circolazione a tutti i veicoli incriminati che non rispondono alla norma Euro 6. Solo in Germania, il provvedimento toccherebbe milioni di vetture, di cui sei milioni di diesel a norma Euro 5. Piove dunque sul bagnato - come se gli ultimi due anni non fossero stati già abbastanza travagliati per la propulsione sotto accusa. I cattivi umori che si addensano intorno alla tecnologia incriminata si sono già ripercossi sulla domanda: in Germania, mercato dei diesel par excellence, il primo semestre 2017 ha già segnato una contrazione delle vendite. In Svizzera, invece, il calo è ancora molto contenuto ma senza opera di informazione la situazione potrebbe cambiare velocemente.

Nessuna „crisi“ in Svizzera
Sebbene la paventata messa al bando dei diesel da alcune città non sia un problema svizzero, non è da escludersi che una certa insicurezza contagi anche il nostro paese - soprattutto considerato che i media si stanno già dando da fare. Il portale on-line di confronto Comparis, ad esempio, sta sfruttando la situazione per fare pubblicità alla sua piazza di veicoli. All’inizio della settimana, la piattaforma ha infatti annunciato un „crollo del 23%“ del volume delle ricerche di diesel, segnalando come lo scandalo „abbia colpito in pieno il mercato svizzero dell’usato“. E il giorno dopo il „Blick“ le ha fatto inevitabilmente eco con un articolo intitolato „Diesel: è crisi anche per le occasioni“.

„Al momento non stiamo registrando aumenti dei tempi di fermo dei diesel usati“
Questo allarmismo fomenta l’incertezza dei proprietari di auto e non contribuisce in alcun modo a riportare la discussione su un piano oggettivo. Una cosa è certa: al momento non ci sono segnali concreti che provino uno stato di insicurezza dilagante nel nostro paese. Lo ha confermato la società di analisi di mercato e di rilevamento di dati sui veicoli auto-i-dat AG su richiesta di UPSA online: „Al momento non stiamo registrando aumenti dei tempi di fermo dei diesel usati“, ha dichiarato l’esperto di auto-i-dat René Mitteregger. Anzi,: „Nei mesi scorsi i tempi di fermo dei diesel e dei benzina si sono addirittura ridotti; il mercato delle occasioni sta andando più che bene“. Idem per i veicoli nuovi: solo nel primo trimestre 2017 le vendite dei SUV diesel sono cresciute del 35% rispetto all’anno precedente mentre per le station wagon l’aumento è del 18%. Anche AutoScout24, la principale piazza on-line di veicoli in Svizzera, conferma il dato dopo aver analizzato le cifre per conto di UPSA online: „Visto l’attuale andamento complessivo non si osservano né una perdita di fiducia nei confronti dei marchi interessati dal diesel gate, né danni evidenti alla loro immagine .“

La differenza tra la situazione percepita e quella effettivamente registrata sul mercato non potrebbe dunque essere più grande. Lo ha rilevato anche Markus Peter, responsabile del settore Tecnica automobilistica e Ambiente dell’UPSA. Apparso in prima serata alla trasmissione Tagesschau del 25 luglio, Peter ha relativizzato la propaganda in atto contro i diesel, ricordando che il volume di ricerca non è una cifra rappresentativa e che i garagisti continuano a segnalare dati confortanti sul commercio dei diesel. Nel suo intervento, l’esperto UPSA ha fatto riferimento all’attuale andamento del mercato per fugare i timori dei proprietari di diesel che temono una perdita ingente del valore dei loro veicoli (http://www.srf.ch/sendungen/tagesschau/fahndung-in-schaffhausen-abgesang-auf-den-diesel-polo-hofer).

Al fianco dei clienti, a fatti e a parole
La situazione è poco piacevole anche per i commercianti di marca. I costruttori lesinano informazioni precise - o non ne forniscono affatto. Da un lato, questa ritrosia è più che comprensibile se si pensa che, in casi del genere, tutta la comunicazione deve essere prima vagliata da dei giuristi. E la verifica richiede del tempo. Dall’altro, però, sarebbe utile avere delle risposte pronte, almeno per i clienti contagiati dall’insicurezza. Sia il Consiglio Europeo del Commercio e della Riparazione Automotoristica (CECRA) sia l’Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA) hanno rilevato questa profonda necessità di informazioni. Il risultato principale che entrambe le associazioni si attendono dal vertice è che „i fabbricanti dispongano e finanzino un adeguamento rapido e semplice dei diesel interessati affinché i commercianti di auto, con delle informazioni precise alla mano, possano preservare la fiducia dei loro clienti“, ha affermato il Presidente centrale UPSA Urs Wernli.
 
Consigli da mettere in pratica nei colloqui con la clientela
Allo stesso tempo, l’UPSA consiglia ai suoi membri di affiancare i loro clienti a fatti e a parole. Per sostenere i garagisti nella loro funzione di fornitori di servizi di mobilità, l’Unione ha formulato, di concerto con auto-suisse, dei consigli da mettere in pratica nei colloqui con la clientela.
  • Restate impassibili di modo che la vostra tranquillità si trasmetta al cliente e prendetevi tutto il tempo necessario per parlare con lui.
  • Non aspettate che il cliente faccia il primo passo. Toccate voi l'argomento se pensate che la questione dia da fare al cliente.
  • Dimostrate di essere informati sugli ultimi sviluppi.
  • Continuate a mettere in evidenza i vantaggi indiscussi del diesel: costi di gestione contenuti, minori consumi di carburante e minori emissioni di CO2.
  • Ricordate che in Svizzera il mercato dei diesel naviga in buone acque e che non si profilano svalutazioni sopra la media. I dati rilevati da auto-i-dat AG e AutoScout24 non danno adito ad altre interpretazioni.
  • Ricordate che molti dei più famosi costruttori di automobili investono miliardi nell’evoluzione del motore diesel e che di certo non la farebbero se non credessero in questa tecnologia. Non vanno poi dimenticati gli indubbi progressi che i motori a combustione hanno compiuto negli ultimi anni in termini di efficienza energetica.
  • Prendete l’iniziativa e offrite un controllo del livello di AdBlue. Se necessario, fate un rabbocco.
  • Sottolineate il fatto che in Svizzera non si profila nessun divieto di circolazione per i diesel.
  • Se il vostro marchio ha già messo a disposizione l’aggiornamento del software o soluzioni per la riconfigurazione, fornite ulteriori informazioni di vostra iniziativa non appena le avrete ricevute. Nota: le case automobilistiche tedesche hanno annunciato che, dopo il vertice del 2 agosto, saranno rilasciate informazioni sulle modalità di riequipaggiamento dei diesel.
  • Se il vostro marchio offre premi per la permuta di vecchi diesel: prendete l’iniziativa e spiegate in modo trasparente ai vostri clienti quali sono le possibilità e i presupposti della permuta. Parlate con i clienti per stabilire quali esigenze dovrebbe soddisfare la nuova auto; quindi scegliete insieme a loro la motorizzazione più indicata.
  • Ricordate che sono allo studio delle soluzioni di riequipaggiamento con cui un numero sempre crescente di veicoli potrà abbattere efficacemente gli ossidi d’azoto.
  • Spingetevi al limite della vostra condiscendenza; è un investimento nel consolidamento dei rapporti con la clientela. Per quanto scomoda sia la situazione, non va dimenticato che questo frangente offre l’opportunità di mettersi in primo piano come offerente di servizi. Sostenete quindi i vostri clienti a fatti e a parole ogni volta che se ne offre l’occasione.
Aggiornamento software o hardware?
Il motore diesel è sul banco di prova, almeno in senso figurato. I rappresentanti delle case automobilistiche devono riuscire a ripristinare al più presto la fiducia compromessa proponendo delle misure concrete. L’attenzione si concentra sul rapido riequipaggiamento dei veicoli diesel, in particolare quelli a norma Euro 5; il provvedimento dovrebbe risolvere il problema degli ossidi d’azoto in modo sostenibile. La discussione ruota intorno a due approcci:

Intervento sull’hardware mediante l’integrazione del sistema SCR: le prime prove eseguite dal produttore di catalizzatori Twintec Baumont su un unico prototipo concepito sulla base del motore Euro 5 di una VW Passat TDI classe 2014 hanno avuto successo: l’intervento ha infatti ridotto le emissioni di NOx da 1000 mg circa (valore limite Euro 5: 180 mg) a meno di 80 mg. E le ha ridotte in condizioni di guida realistiche. Peccato che questo riequipaggiamento sia piuttosto caro. Gli esperti quantificano i relativi costi in 1‘700 franchi circa.

Aggiornamento del software: Le case automobilistiche caldeggiano l’aggiornamento del software. Secondo i calcoli della Hochschule Heilbronn, questa soluzione ridurrebbe le emissioni di NOx da una media di 900 mg a meno di 350 mg. Il vantaggio di questa variante? Costa molto meno dell’altra. Poiché questa soluzione non garantisce però il rispetto della norma Euro 6, i motori saranno denominati Euro 5+.

Mercedes e Audi hanno già preso l’iniziativa e avviato i richiami. Nel caso di Mercedes, i veicoli le cui emissioni nocive dovranno essere ridotte con un intervento di assistenza volontaria sono tre milioni solo in Germania. L’intervento ha l’obiettivo di ripristinare la fiducia nella tecnologia diesel e costerà al costruttore oltre 240 milioni di franchi. Allo stesso tempo, Daimler ingrana la quarta nello sviluppo dei suoi motori diesel di nuova generazione - gli oltre tre miliardi di franchi sinora investiti sono una prova chiara della fiducia che il gruppo ripone nel futuro del motore diesel.
 

COMUNICATO STAMPA
 
Domande sul diesel?

I garagisti svizzeri intensificano la consulenza

 
Berna, 31 luglio 2017 – In relazione all’attuale discussione sulla propulsione diesel, l’Unione professionale svizzera dell’automobile ha invitato i propri soci a intensificare i loro servizi di consulenza, chiamandoli a garantire più obiettività e più lucidità.
 
A causa dell’atteggiamento delle case automobilistiche tedesche, attualmente il motore diesel è stato preso di mira dalla politica. L’Unione professionale svizzera dell’automobile (UPSA) si rammarica per questi sviluppi, anche perché tale situazione pregiudica non solo la fiducia nelle case costruttrici, ma anche quella nei garagisti svizzeri.
 
Per contribuire a calmare la situazione, l’UPSA ha invitato i suoi 4000 soci a intensificare i loro servizi di consulenza sul diesel. Il presidente centrale dell’UPSA Urs Wernli sottolinea “che i garagisti svizzeri sono per così dire fiduciari e consiglieri degli automobilisti”. I proprietari di veicoli alimentati a diesel possono rivolgersi con fiducia al loro garagista, che risponderà con competenza alle loro eventuali domande. “I nostri soci sono abituati ad aiutare e consigliare i loro clienti ogniqualvolta è necessario”.
 
Nell’attuale discussione sul diesel l’UPSA sente la mancanza della necessaria obiettività, cosa che non è certamente d’aiuto né agli automobilisti, né alla politica e alle autorità. Al contrario: l’inasprimento della polemica causa solo maggiore incertezza. Attualmente, la differenza tra la situazione percepita e ciò che succede effettivamente sul mercato non potrebbe infatti essere più grande: le cifre che ruotano intorno ai veicoli diesel sono inequivocabili. “Il mercato dei veicoli diesel non è crollato e non è neanche previsto che crolli effettivamente qui in Svizzera”, rassicura Markus Peter, responsabile del settore Tecnica e Ambiente in seno all’UPSA. La sua affermazione è supportata dalle cifre di auto-i-dat ag, uno specialista svizzero nel settore dei dati automobilistici: “Non abbiamo registrato un aumento dei tempi di fermo nel segmento delle occasioni diesel”, conferma lo specialista di auto-i-dat René Mitteregger: negli ultimi mesi, i tempi di fermo dei veicoli diesel e di quelli a benzina sono addirittura diminuiti e gli affari in questo settore vanno a gonfie vele. Il motivo è che il diesel continua a essere un sistema di propulsione moderno ed efficiente che contribuisce in modo sostanziale a raggiungere i severi obiettivi sul CO2 fissati dalla politica. Ed è anche per questo che i costruttori del settore automotive investono budget sempre più alti per perfezionare ulteriormente questa tecnologia.
 
In vista del “Vertice sul diesel” che si terrà mercoledì a Berlino, nell’interesse dei propri soci e dei loro clienti l’UPSA ha assunto una posizione chiara: “Ci aspettiamo dalle case costruttrici che le previste trasformazioni sui veicoli alimentati a diesel vengano organizzate e anche finanziate senza complicazioni e rapidamente”, esorta Urs Wernli. I clienti interessati non dovranno sostenere costi aggiuntivi. Solo così è possibile mantenere la fiducia dei clienti. Tutto ciò è nel pieno interesse dei garagisti.
 
Consiglio per gli automobilisti: fare il CEA!
Una visita in garage sarebbe inoltre una buona occasione per informarsi sul CheckEnergeticaAuto (CEA) offerto da circa 1000 dei 4000 soci dell’UPSA. Il risultato di questo check della durata di circa 30 minuti è una riduzione del 20% dei consumi di carburante e delle emissioni di CO2. Solo con questo servizio dei garagisti svizzeri vengono risparmiati sino a 360 franchi e mezza tonnellata di CO2 all’anno per ciascun veicolo. Il CEA è stato sviluppato in collaborazione con l’Ufficio federale dell’energia. I 30’500 check svolti sono a oggi hanno ridotto le emissioni di CO2 di oltre 35’000 tonnellate.
 
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