Mozione FAIF: sì del Consiglio nazionale

4 giugno 2018 upsa-agvs.ch - L’UPSA e l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) hanno vinto una battaglia a Berna. Dopo il Consiglio degli Stati la mozione FAIF passa anche al Consiglio nazionale: la proposta prevede che sia l’uso privato dei veicoli aziendali, sia il loro utilizzo nei tragitti tra domicilio e luogo di lavoro siano soggetti al forfait del 9,6% del prezzo d’acquisto dei veicoli stessi.

sco. La Camera bassa ha seguito la raccomandazione della sua Commissione economia e approvato la mozione con 117 sì contro i 65 no della sinistra e di alcuni rappresentanti del PPD. Secondo la mozione trasmessa dalla Commissione dei trasporti del Consiglio degli Stati, l’intero uso privato dei veicoli aziendali sarà oggetto dell’attuale forfait e con esso l’utilizzo degli stessi per effettuare i tragitti tra il domicilio e il luogo di lavoro.

Dall’inizio del 2016 i pendolari che vanno al lavoro in treno o auto possono dedurre al massimo 3000 franchi dall’imposta federale diretta. La nuova disciplina delle spese di trasferta rientra nel progetto sul finanziamento e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (FAIF), accettato dal popolo nel 2014. Alcuni cantoni si sono già mossi. L’Argovia, ad esempio, consentirà una deduzione massima di 7000 franchi all’anno. Nel Canton Ginevra, invece, l’importo massimo è di 500 franchi.

Nell’autunno 2017 il Consiglio degli Stati si era opposto al Consiglio federale (e al ministro delle finanze Ueli Maurer) e aveva approvato una mozione di Erich Ettlin (PPD/OW) che prevedeva una deroga per i titolari di veicoli aziendali. Con questa mossa si voleva evitare un’imposizione supplementare sul reddito dei lavoratori dipendenti che conducono mezzi aziendali e un enorme onere amministrativo, a carico delle aziende, nella compilazione del certificato di salario.

UPSA soddisfatta ma cauta

UPSA e USAM hanno fatto ferma opposizione a entrambi i punti. «L’obiettivo deve essere quello di non creare ulteriori oneri amministrativi rispetto all’attuale soluzione (prima del 2016), né di introdurre altre deduzioni delle spese di trasporto dei titolari di veicoli aziendali», aveva spiegato l’UPSA nel luglio 2017 ai membri della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni (CTT) del Consiglio degli Stati.

Secondo la mozione appena trasmessa, tutta la quota privata sarà oggetto di un forfait.  Eppure, per quanto soddisfatte del risultato, UPSA e USAM si mostrano caute. Per chi guida un veicolo aziendale, infatti, c’è ancora un’insidia in agguato: il passo che sancisce che il forfait del 9,6% possa essere «moderatamente aumentato» è infatti sopravvissuto alla discussione al Consiglio nazionale. L’USAM intende appoggiare la mozione modificata solo a condizione che la quota del 9,6% resti invariata.
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