Barometro congiunturale SAA: nel vortice dell'abolizione del cambio minimo con l'euro

L'abolizione del cambio minimo di CHF 1.20 con l'euro, introdotta il 15 gennaio 2015 dalla Banca nazionale svizzera, ha comportato per la valuta europea un crollo immediato di due ci-fre percentuali. Ne hanno subito le conseguenze anche le imprese fornitrici delle autofficine, associate nella SAA swiss automotive aftermarket. Di conseguenza, l'ultimo barometro con-giunturale per il primo trimestre 2015 mostra una situazione difficile in termini di cifre d'affari e ricavi rispetto al trimestre precedente. E dai trend attuali non si evincono segnali di miglio-ramento.

Previsione della situazione

La cifra d'affari non offre un quadro positivo: è buona solo per il 15% delle imprese SAA (trimestre precedente 33%), per il 66% è soddisfacente (trimestre precedente 56%) e per il 17% è negativa (trimestre precedente 11%). Ciò si rispecchia nei ricavi, che si rivelano buoni solo per il 17% (trime-stre precedente 33%), soddisfacenti per il 58% (trimestre precedente 59%) e negativi per il 21% (trimestre precedente 7%). L'attuale situazione occupazionale viene definita buona dal 25% delle aziende (trimestre precedente 33%), soddisfacente dal 66% (trimestre precedente 59%) e negativa dall'8% degli intervistati (trimestre precedente 7%).
In merito ai ricavi, due aziende non si sono espresse e rispettivamente una non ha fornito indica-zioni su cifra d'affari e situazione occupazionale.

Previsione del trend per il 2° trimestre 2015

Per il prossimo trimestre i membri SAA si aspettano un ulteriore peggioramento della situazione.
Seppure il 19% delle aziende si attenda un miglioramento sul fronte dei ricavi (trimestre precedente 22%) e il 42% non preveda variazioni (trimestre precedente: 59%), un buon 40% si aspetta un peg-gioramento (trimestre precedente 19%). Il 21% si attende una cifra d'affari superiore (trimestre pre-cedente 24%), mentre il 38% non prevede variazioni (trimestre precedente 63%) e il 42% teme un calo (trimestre precedente 13%). Per quanto riguarda la situazione occupazionale, gli intervistati continuano a prevedere solo variazioni insignificanti. Lo stesso vale per l'organico. Fortunatamente nessuna azienda prevede un orario di lavoro ridotto.
Si prevede invece una svolta sul piano dei materiali, soprattutto per effetto degli acquisti più convenienti nella zona euro. Il 42% dei membri SAA prevede prezzi in calo, mentre nel trimestre precedente erano solo il 13%. Infine, l'81% non prevede variazioni a livello di costi del personale (trimestre precedente 56%), il che potrebbe essere dovuto alla rettifica delle trattative e agli aumenti salariali all'inizio del 2015.

Giudizio

La rivalutazione del franco in seguito all'eliminazione del cambio minimo penalizzerà molto la con-giuntura svizzera. Come si evince dalla comunicazione del 26 marzo 2015, il KOF ETH (Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo) si aspetta per il 2015 una crescita del PIL di appena lo 0,2%. Alla fine dell'anno scorso era stata prevista una crescita dell'1,9%, ma nelle esportazioni le imprese svizzere saranno penalizzate dal franco forte. Inoltre, l'eliminazione del cambio minimo ha portato ad una svalutazione massiccia delle giacenze di magazzino già importate. Per il momento, i consumi privati tengono ancora bene grazie ai prezzi in discesa. Ma non sorprende che le imprese siano titubanti ad investire. Sul mercato del lavoro ciò avrà ripercussioni solo nel 2016.

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