Nuova stagione all’insegna della rivoluzione



24 maggio 2017 upsa-agvs.ch - Martedì sera gli studenti dell’ETH di Zurigo e della Scuola universitaria di Lucerna hanno svelato due nuove auto da corsa elettriche cariche di innovazioni rivoluzionarie.

I giovani tecnici, presentatisi al pubblico in T-shirt bianca, erano visibilmente emozionati e piuttosto elettrizzati. La tensione li ha accompagnati sin dal pomeriggio, durante gli ultimi preparativi al grande evento in programma presso la sede dell’EKZ di Dietikon. «Negli ultimi giorni il team ha lavorato sodo. Per ultimare gli alettoni, pronti da pochissimo, il team ha fatto le ore piccole», racconta Rafael Bänziger, responsabile della realizzazione del telaio. «È l’adrenalina a farci dimenticare la stanchezza. Ora però possiamo mostrare a compagni, genitori e colleghi il motivo per cui nelle ultime settimane ci hanno visto così poco.» Da settembre 55 studenti di 11 paesi hanno lavorato allo sviluppo della «Pilatus» e della «Flüela driverless».

Pieni di orgoglio, gli studenti di ingegneria meccanica ed elettrotecnica dell’ETH di Zurigo e della Scuola universitaria di Lucerna hanno presentato l’ultima creazione dell’Akademischer Motorsportverein Zürich (AMZ) ai circa 360 ospiti accorsi alla sede dell'EKZ. «Dopo dieci anni dedicati a nomi di passi stiamo per conquistare nuove vette», ha dichiarato solennemente Leiv Andresen, CEO dell’AMZ. «In onore della Scuola universitaria di Lucerna, l’undicesima auto da corsa dell’AMZ è stata battezzata ‹Pilatus›, proprio come la montagna che domina la regione.» Poco dopo il nuovo bolide elettrico a trazione integrale si lascia il garage alle spalle ed esce da una spettacolare coltre di nebbia per raccogliere gli applausi del pubblico.

Un telaio rivoluzionario
Quanto all’aspetto, la «Pilatus» assomiglia alla «Gotthard», il concept precedente che, insieme alla «Giura» della Scuola universitaria professionale di Berna, ha suscitato tanta ammirazione allo stand UPSA del Salone dell’auto di Ginevra. L’ultima opera dell’ingegno firmata ETH riserva non poche innovazioni. «Il telaio idraulico-adattivo con le sue modalità di disaccoppiamento sono una rivoluzione e un progresso senza precedenti per le auto da corsa della Formula Student», svela Rafael Bänziger. «Ora il sistema di sospensioni a molla è centralizzato e nella parte posteriore.» Il relativo olio è un fluido magnetoreologico la cui viscosità può essere modificata in millesimi di secondo.

Nella Pilatus, la rivoluzione del sistema di sospensione è affiancata dall’evoluzione dei brillanti concept dell’anno scorso. Ormai alla 7a edizione, i motori elettrici, frutto dell’ingegno del team, sono in grado di raggiungere un numero di giri più alto oltre a essere più leggeri e compatti; ciascuno dei quattro motori eroga 52 CV. «Siamo anche riusciti a rendere ancora più efficiente e leggera la batteria divisa in due pacchi. Quello sotto le gambe del conducente è un po’ più grande, il che ci ha consentito di costruire un diffusore più grande, che a sua volta genera una maggiore aderenza al suolo», continua a spiegare Rafael Bänziger.



La Formula 1 come «consulente»
Il team dell’AMZ si è potuto avvalere del supporto competente di diverse fonti: «Alcuni ex studenti lavorano per una squadra della Formula 1, così una volta ci siamo incontrati con gli ingegneri della Sauber e abbiamo potuto chiedere la loro consulenza.» Inoltre, secondo Rafael Bänziger, la storia delle auto da corsa dell’AMZ è documentata in modo minuzioso e i contatti con gli ex studenti non si sono mai interrotti. «Così si concentra un’enorme mole di sapere.» Gli studenti possono persino ricorrere alla galleria del vento della Ruag di Emmen per testare l’aerodinamica del veicolo.

«Rivoluzionario» è un attributo che va a pieno titolo anche alla «Flüela driverless». Questa categoria è stata istituita per la prima volta proprio quest’anno. «L’obiettivo dell’AMZ è incentivare le innovazioni. È per questo motivo che, nel 2010, l’associazione è passata dalla categoria dei motori a combustione a quelle delle auto elettriche. E sempre per lo stesso motivo raccogliamo anche questa sfida - questo è il futuro!», spiega Rafael Bänziger. In vista di questa scommessa, l’AMZ ha reclutato un’équipe di ingegneri dell’ETH e di ex studenti dell’AMZ affinché convertissero il veicolo del 2015 in un mezzo a guida autonoma e ne programmassero i complessi algoritmi. La prima auto da corsa autopilotata made in Switzerland è in grado di muoversi su un percorso delimitato da coni segnaletici senza intervento esterno. Il riconoscimento dell’ambiente circostante è garantito sia dal LiDAR installato sul lato anteriore del veicolo, sia dalla camera stereografica.

Alla (ri)conquista della pole position mondiale
La dimostrazione della «Flüela driverless» è stata offuscata dalle insidie dello sviluppo dei prototipi: un guasto a un cavo ha infatti interrotto la comunicazione con la batteria, facendo andare amaramente in fumo la presentazione.  Per fortuna, la contesa con gli altri 14 team concorrenti si disputerà solo ad agosto sul circuito dell’Hockenheimring - c’è quindi tempo a sufficienza per la convalescenza.

Come svela Rafael Bänziger, gli obiettivi legati alla «Pilatus» sono più ambiziosi: «Vogliamo riconquistare la pole position mondiale. Che l’auto sia super veloce è noto. Adesso tutto sta nel renderla anche affidabile.» I due bolidi dovranno passare per altri test prima di poter affrontare la concorrenza internazionale alle gare di Formula Student in programma in Germania, Austria, Ungheria e Spagna.

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