Previdenza per la vecchiaia 2020

14. September 2017 upsa-agvs.ch - Perché il sistema vacilla - troppi i pensionati, troppo lunga la durata del percepimento. La riforma «Previdenza per la vecchiaia 2020» del Consigliere federale Alain Berset intende risolvere questo dissesto.

Perché il 24 settembre si vota su una riforma della previdenza per la vecchiaia?
Questa volta si voterà su due progetti legati al sistema previdenziale:

  1. Il Decreto federale sul finanziamento supplementare dell’AVS mediante l’aumento dell’IVA del 17 marzo 2017. Questa riforma richiede una modifica della Costituzione. Perciò, sia il popolo sia i Cantoni dovranno approvarla il 24 settembre.
  2. La Legge federale sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020. Affinché essa venga accolta occorre la maggioranza del popolo votante.
I due progetti sono legati a doppio filo. In altre parole, se uno dei due viene respinto, naufraga tutta la riforma.

Come funziona la riforma?
La riforma «Previdenza per la vecchiaia 2020» è un pacchetto che comprende diverse misure. Il suo obiettivo è dare ossigeno all’AVS e creare entrate supplementari per garantire le rendite.
  • Il 1° gennaio 2018 scatterà un primo aumento dello 0,3% dell’IVA e nel 2021 ne seguirà un secondo. Le entrate supplementari confluiranno nella cassa AVS.
  • L’età di pensionamento delle donne salirà a 65 anni in quattro tappe.
  • A partire dal 2019 il tasso minimo di conversione della previdenza professionale obbligatoria scenderà dal 6,8% al 6,0% in quattro tappe. Questa misura interesserà un assicurato su cinque.
  • Dal 2021 i contributi di risparmio del secondo pilastro aumenteranno dello 0,3%.
  • Gli accrediti di vecchiaia degli assicurati delle fasce d’età 35 – 44 anni e 45 – 54 aumenteranno rispettivamente dell’1%.
  • A partire dal 2019 i nuovi beneficiari dell’AVS otterranno 70 franchi in più al mese.
  • Dal 2018 il percepimento della rendita tra i 62 e i 70 anni diventerà più flessibile.
  • Dal 2019 le coppie di neo-pensionati otterranno un 5% in più di rendita.

Qual è la posizione dell’UPSA?
L’Unione professionale svizzera dell’automobile è assolutamente contraria alla riforma «Previdenza per la vecchiaia 2020». Il progetto si muove nella direzione sbagliata ed è una riforma solo di nome ma non di fatto: le risorse verranno infatti distribuite a pioggia tra i neo-pensionati. Il progetto viola dunque un contratto generazionale che ha sempre funzionato. Su questo punto convengono tutte le sezioni.

Quali sono le pecche della riforma?
La riforma intende aumentare l’IVA e devolvere all'AVS le entrate così generate. In questo modo i futuri pensionati otterranno 70 franchi di AVS in più al mese - e gli attuali pensionati? Per loro nessun beneficio, anzi! Dovranno addirittura finanziare la riforma pagando un’IVA più elevata. Tutto ciò è antisociale e crea un’AVS di 1a e 2a classe. In poche parole, la riforma non risolverà neanche lontanamente il dissesto dell’AVS.

Quali sono le conseguenze sul piano pratico?
Il sito www.ahv-rechner.ch dimostra quali siano le conseguenze della riforma «Previdenza per la vecchiaia 2020» per i singoli assicurati. Un esempio: se passasse la riforma dell’AVS, un meccatronico di automobili di 35 anni e con un reddito annuo di 60’000 franchi dovrebbe pagare 683 franchi in più all’anno. Il suo datore di lavoro dovrebbe invece sostenere un aumento di oltre 503 franchi.
 
Quali conseguenze avrà la riforma per i singoli garagisti?
Se il progetto dovesse passare inizierebbero tempi duri per i garage e i loro collaboratori. Le imprese del ramo sono infatti esposte a una forte erosione dei margini e a una concorrenza molto accanita. Le modifiche alla deduzione di coordinamento, ad esempio, rendono il sistema ancora meno trasparente agli occhi degli assicurati. Inoltre la riforma crea un moloc della burocrazia che causerà grandi difficoltà, in particolare alle piccole e medie imprese - e quindi anche ai membri UPSA.

Chi osteggia la riforma oltre all’UPSA?
La riforma «Previdenza per la vecchiaia 2020» è da cestinare anche per l’Unione svizzera delle arti e dei mestieri (USAM). Al coro di NO si uniscono persino i partiti borghesi del PLR e dell’UDC.

E se vincesse il NO?
L’UPSA sa bene che l’unica soluzione duratura per l’AVS è aumentare l’età di pensionamento delle donne e abbassare il tasso di conversione della previdenza professionale. La «Previdenza per la vecchiaia 2020» inserisce però queste due misure necessarie in un pacchetto di provvedimenti avventati, iniqui e controversi. Così questa accozzaglia di interventi si rivela una riforma solo in apparenza, che occulta i problemi invece di risolverli nel lungo periodo. La vittoria del NO il 24 settembre getterebbe invece le fondamenta per una riforma di fatto - una riforma che garantisca la previdenza per la vecchiaia a lungo termine e somministra la «cura» in dosi tollerabili.

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