«Sul rapporto tra costruttori e subfornitori grava da sempre il ribasso dei prezzi»

26 agosto 2016 upsa-agvs.ch - VW e due dei suoi subfornitori hanno sotterrato l’ascia di guerra. Durante lo sciopero i conflitti tra le due parti sono balzati all’attenzione pubblica. Che rapporti corrano tra i produttori e l’indotto ce lo ha spiegato in un’intervista Martin Hirzel, CEO del subfornitore svizzero Autoneum, non interessato dal caso VW.

Sino ad oggi i costruttori di auto e subfornitori non si sono scontrati in pubblico. È cambiato qualcosa nei rapporti tra le due parti negli ultimi anni?
Martin Hirzel: Sul rapporto tra costruttori e subfornitori grava da sempre la volontà dei primi di abbassare i prezzi e la necessità degli ultimi di ottimizzare costantemente i costi. I nostri clienti si aspettano sempre sia miglioramenti in termini di qualità e costi sia lo sviluppo di tecnologie e prodotti innovativi.

A proposito di prezzi: i clienti sono diventati più propensi al compromesso o il ribasso dei prezzi è ancora più accentuato di una volta?
La situazione non è cambiata. Vale a dire che i costruttori di auto si aspettano sempre riduzioni di prezzo dall’indotto. Ciò fa parte del modello di business di ogni subfornitore del settore automotive. Per questo è così importante per noi conseguire ottimizzazioni costanti in tutti i settori. Anche la nostra presenza globale e la nostra leadership a livello tecnologico hanno un effetto positivo sui prezzi che siamo in grado di raggiungere.

Il cliente è disposto a pagare un prezzo più elevato per la leadership sul piano tecnologico?
Le faccio un esempio pratico: a causa delle direttive più severe sulle emissioni di CO2, sia in Europa sia in altre regioni i costruttori di auto si vedono costretti a ridurre il peso dei loro veicoli per contenere le emissioni. Dato che essi rischiano multe pesanti in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi in termini di CO2 all’assegnazione di incarichi vengono premiate le riduzioni di peso. Inoltre i costruttori di auto possono offrire così veicoli dai consumi di carburante più bassi ai consumatori finali e quindi con «spese accessorie» più ridotte.

Oggi più della metà delle componenti delle auto proviene dai subfornitori; cambierà qualcosa a breve o medio termine su questo piano?
Oggi circa il 70% delle componenti dei veicoli viene prodotto dai subfornitori. Non si prevede che ciò cambierà nel prossimo futuro.

Quali sono, per un subfornitore, le sfide più ardue per imporsi sul mercato internazionale?
I fattori fondamentali sono la presenza globale affiancata dalla vicinanza al cliente e un portfolio innovativo di prodotti. Che tutto ciò si congiunga perfettamente in Autoneum lo dimostra la nostra base di clienti, in cui figura quasi ogni costruttore di auto al mondo.

Si hanno vantaggi o svantaggi ad essere un’azienda svizzera?
Anche se i prodotti svizzeri godono di una buona reputazione in tutto il mondo la nazionalità del subfornitore non ha alcun peso per l’assegnazione degli incarichi. È vero che la nostra centrale dello sviluppo di Winterthur, sede svizzera del Gruppo, gode di un buon nome presso i reparti dello sviluppo dei costruttori di veicoli ma ciò dipende in misura preponderante dalla qualità delle tecnologie e dei prodotti.

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