Un'auto su cinque in Argovia viene controllata troppo tardi

1,3 milioni di auto in Svizzera viaggiano senza controlli perché gli uffici competenti per la circolazione stradale non riescono a tenere il passo con la rapida crescita dei veicoli. Un articolo del quotidiano «Aargauer Zeitung» illustra la situazione nel Canton Argovia.

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Il numero di autoveicoli cresce del 2% all'anno. Gli uffici competenti per la circolazione stradale osservano con preoccupazione questa tendenza perché già oggi non sono più in grado di assicurare il puntuale controllo dei veicoli a motore (CVM). Secondo un articolo apparso nell'«Aargauer Zeitung», al 31 dicembre 2013 circolavano nel Canton Argovia 67'629 vetture non controllate, ossia il 18,5% di tutti i veicoli immatricolati. «Da noi un'auto nuova viene controllata per la prima volta mediamente dopo cinque anni e mezzo», spiega Johannes Michael Baer, direttore dell'ufficio della circolazione stradale di Aarau, all'«Aargauer Zeitung». La priorità dei controlli va ai veicoli che vengono revisionati ogni due anni. «Ciò consente di garantire i regolari controlli delle auto più vecchie, mentre per le auto nuove tolleriamo anche un certo ritardo», afferma Baer.

Per ridurre questi ritardi, la durata dei controlli è passata da 25 a 20 minuti. A questo scopo il TCS offre il suo aiuto con il centro di collaudo di Brunegg e anche con la sezione Argovia dell'Unione professionale svizzera dell'automobile (UPSA). Solo nell'ultimo anno nei centri di collaudo UPSA di Zofingen e Kleindöttingen sono state controllate circa 30'000 auto. Secondo Peter Schreiber, direttore del centro di collaudo UPSA di Zofingen, l'UPSA avrebbe ancora risorse disponibili. «Se sfruttassimo completamente le risorse delle nostre due sedi, potremmo controllare ogni anno circa 40'000 veicoli», spiega Schreiber all'«Aargauer Zeitung». Inoltre, essendo un'impresa privata, l'UPSA è più flessibile dell'ufficio cantonale della circolazione stradale.

L'UPSA è contraria all'idea lanciata dall'Ufficio federale delle strade (USTRA) di modificare gli intervalli delle successive revisioni per le autovetture e i motocicli e di controllare per la prima volta le auto nuove dopo sei anni. Secondo l'UPSA, ciò è in netta contraddizione con il programma di sicurezza generale della Confederazione per le strade («Via sicura»). Solo con controlli regolari e obbligatori e la conseguente manutenzione ai veicoli è possibile assicurare al meglio la sicurezza del traffico. Il prolungamento degli intervalli per le revisioni successive va chiaramente contro il principio del pubblico interesse.


Ecco come l'UPSA si schiera contro i piani dell'USTRA


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