Favole e miti

16 gennaio 2017 upsa-agvs.ch - Il 12 febbraio la Svizzera si recherà alle urne per votare sul Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato FOSTRA. Quest'importante progetto per la politica dei trasporti è osteggiato dalla sinistra e dai verdi, ma le argomentazioni degli oppositori del FOSTRA non sono molto convincenti. Di seguito una panoramica su favole e miti.

sco. Favola 1: «Niente fondi per la formazione, i sussidi allo sviluppo e i trasporti pubblici»
«Per finanziare il FOSTRA, saranno sfruttate nuove fonti di reddito prelevando denaro dalle casse federali. (…) Questi fondi saranno dunque sottratti ai sussidi per lo sviluppo, alla formazione e ai trasporti pubblici.» (PS svizzero)
Realtà: Il mantenimento e il miglioramento dell'efficienza della rete stradale nazionale è un'importante responsabilità dello Stato. I fondi per il finanziamento del FOSTRA provengono esclusivamente da fonti generate dal traffico stradale motorizzato. Da un lato, il supplemento d'imposta sugli oli minerali sarà aumentato di 4 centesimi al litro, dall'altro gli introiti dell'imposta sugli autoveicoli e un ulteriore 10% delle entrate dall'imposta sugli oli minerali saranno destinati in modo vincolato al finanziamento delle strade nazionali e il traffico d'agglomerato. Un'ulteriore misura, che sarà attuata solo dal 2020, prevede una tassa per la partecipazione al finanziamento da parte dei veicoli elettrici. Per il trasporto pubblico esiste il Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF), così come ora con il FOSTRA ne sarà allestito uno per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato. I trasporti pubblici poggiano su una base finanziaria molto stabile.

Favola 2: «Razzia delle casse federali»
«Così come l'iniziativa della vacca da mungere, il FOSTRA rappresenta una vera e propria razzia delle casse federali.» (ATA)
Realtà: L'elettorato svizzero ha bocciato l'iniziativa della vacca da mungere solo perché con il FOSTRA gli è stata promessa un'alternativa migliore. Al momento della votazione popolare sull'iniziativa della vacca da mungere (5 giugno 2016), il FOSTRA era già al vaglio del Parlamento federale, inoltre erano già note le misure di soluzione a livello di finanziamento e ulteriore sviluppo dell'infrastruttura stradale. Il FOSTRA viene finanziato prevalentemente secondo il principi di causalità e di verità dei costi. Non si può certo parlare di razzia.

Favola 3: «Le campagne diventeranno deserti di asfalto»
«Con il nuovo Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato, la Svizzera è minacciata da una massiccia costruzione di nuove strade come negli anni Sessanta, che trasformerebbe le nostre campagne in deserti di asfalto senza risolvere peraltro i problemi del traffico.» (ATA)
Realtà: Con il FOSTRA l'infrastruttura stradale rivendica ciò di cui la rete ferroviaria gode già con il Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF). Il FOSTRA mette strada e rotaia sullo stesso piano costituzionale. Il risultato è una rete dei trasporti sostenibile in Svizzera, in cui entrambe le parti si completano a vicenda. Dal 1990 il traffico sulla rete stradale svizzera è raddoppiato. E questo è un fatto. Il 41% circa del traffico automobilistico privato e addirittura il 70% circa del traffico pesante per trasporti merci sono oggi a carico della rete stradale nazionale, che però è giunta ormai al limite. Infatti nel 2015 si sono registrate oltre 23 000 ore di permanenza in coda. Abbiamo perso un bene in cui gli automobilisti hanno investito complessivamente 100 miliardi di franchi dal 1960, ossia l'affidabilità e la prevedibilità dei tempi di percorrenza.

Favola 4: «I progetti per gli agglomerati hanno fondi disponibili ancora per un decennio»
«I progetti per gli agglomerati, a sostegno del traffico pedonale, delle biciclette e dei trasporti pubblici, hanno fondi disponibili ancora per un decennio.» (Verdi)
Realtà: Senza il progetto FOSTRA, si applicherebbe per i contributi federali a favore delle misure per il traffico d'agglomerato l'attuale regolamento del Fondo infrastrutturale (FI), il quale prevede 6 miliardi di franchi a sostegno delle misure volte al miglioramento delle infrastrutture per il traffico nelle città e negli agglomerati. Nel frattempo 5,77 miliardi sono già stati autorizzati, lasciando così un credito residuo bloccato di 230 milioni. I progetti per gli agglomerati sono parte del compromesso, motivo per cui molte città amministrate dalla sinistra sono a favore del FOSTRA. Un NO ci farebbe perdere anche questo.

Favola 5: «Le ricche riserve del fondo per le strade»
«Il fondo per le strade è già provvisto di ricche riserve. Il nuovo fondo per le strade non farebbe che aumentare a dismisura queste riserve già abbondanti.» (ATA)
Realtà: In realtà gli accantonamenti da destinare alle strade sono in forte contrazione da diversi anni (situazione a fine 2015: 1,5 miliardi di franchi) e sono ormai prossimi all'esaurimento. Senza il FOSTRA, in poco tempo non sarà più possibile garantire completamente il finanziamento degli impegni federali nel settore stradale. La rete stradale nazionale è diventata più fitta ed è invecchiata, a fronte di un forte aumento del traffico e di un pesante sfruttamento dell'infrastruttura. La sua efficienza, la manutenzione e gli adeguamenti richiedono in futuro maggiori mezzi finanziari.
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Sì alla Riforma III dell'imposizione delle imprese

Il 12 febbraio la Svizzera vota anche sulla Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera, nota anche come Legge sulla Riforma III dell'imposizione delle imprese. Anche in questo caso l'UPSA è per il Sì.
 
Di cosa si tratta? Da qualche anno, a causa del suo regime fiscale cantonale per le società di holding, le società miste e le società di gestione, la Svizzera è sotto pressione sul piano internazionale. L'imposizione ridotta per queste società a statuto speciale non è più accettata in ambito internazionale da organismi quali l'OCSE e l'UE. Per consentire alla Svizzera di rimanere una piazza economica competitiva è necessaria una riforma dell'imposizione delle imprese.
 
Cosa comporta la Riforma III dell'imposizione delle imprese? Con la Riforma III dell'imposizione delle imprese s'intende eliminare il regime fiscale cantonale sostituendolo con nuove misure di competitività, accettate sul piano internazionale. La riforma è un pacchetto completo equilibrato. Se in futuro le attuali società a statuto speciale avranno da un lato un'imposizione fiscale leggermente superiore, dall'altro godranno di una maggior certezza del diritto e potranno pianificare meglio. Le società a statuto speciale impiegano in Svizzera circa 150 000 dipendenti. Oggi versano alla Confederazione circa il 50% delle imposte sull'utile e ai cantoni quasi il 20%. Tutte le altre imprese trarranno vantaggio dalle nuove misure, anche dalle riduzioni delle imposte sull'utile.
 
La posizione dell'UPSA Per i garagisti la riforma dovrebbe avere effetti positivi, dato che i cantoni s'impegnano a ridurre notevolmente l'aliquota d'imposta sull'utile. Il Canton Vaud l'ha già fatto, mentre altri cantoni l'hanno in programma. Pertanto l'UPSA raccomanda di votare Sì alla Riforma III dell'imposizione delle imprese.

 

 
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