Esperti di motori: Il motore a combustione non va in pensione!

1 febbraio 2017 agvs-upsa.ch – Secondo autoservicepraxis.de, rinomati esperti vedono ancora un grande potenziale per il motore a scoppio. Ci vorrà ancora del tempo prima che quello elettrico lo scalzi definitivamente.

pd. Il motore a combustione resterà ancora per un po’ il cuore delle autovetture. «Ottimizzazioni interne al motore consentono di incrementare l’efficienza dei motori a scoppio del 10-14%», ha affermato Christian Landerl, responsabile dello sviluppo del motore a scoppio presso il gruppo BMW, davanti ai 200 partecipanti del convegno «La propulsione di domani». «Grazie alla sua versatilità d’impiego, il motore a combustione continuerà ad animare gran parte dei veicoli», ha dichiarato Landerl al portale online tedesco autoservicepraxis.de.

Anche Matthias Zink, membro del comitato direttivo del subfornitore Schaeffler, è del parere che l’alimentazione puramente elettrica avrà solo un ruolo secondario nei prossimi anni. Stando alle previsioni della sua azienda, nel 2030 il 70 percento di tutti i veicoli monterà ancora un motore a combustione, contando anche le vetture ibride.

Prima della svolta all’alimentazione puramente elettrica assisteremo all’ibridizzazione del gruppo propulsore nelle forme più svariate. «Anche per il futuro vediamo un grande potenziale per il motore a combustione», ha affermato Zink ad autoservicepraxis.de. «Dobbiamo ampliare gli scenari della propulsione ibrida. Non ha senso concentrarsi solo sulla mobilità elettrica.» Questo l’appello di Zink, che ha anche valutato il fabbisogno di stazioni di carica: in Germania, per alimentare un parco veicoli totalmente elettrico servirebbe circa un milione di stazioni di carica.

L’undicesima edizione del convegno internazionale «La propulsione di domani» della rivista specializzata MTZ (Motortechnische Zeitschrift der Springer Fachmedien Wiesbaden GmbH) si è tenuta a fine gennaio a Francoforte.
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