«Al momento molte domande rimangono senza risposta»

20 maggio 2020 agvs-upsa.ch – Il 1° maggio, il vodese Sandro Mesquita (45 anni) ha assunto l’incarico di nuovo direttore del Geneva International Motor Show (GIMS). I media dell’UPSA hanno parlato con il successore nominato dopo un solo anno di attività di Olivier Rihs.
 
 
jas. Signor Mesquita, lei è esperto di marketing e comunicazione, e ha lavorato per oltre 15 anni in aziende nazionali e internazionali del settore telecomunicazioni ed energia. Nel 2013 si è unito a uno dei principali gruppi internazionali di comunicazione, dapprima in veste di capo della filiale ginevrina di un’agenzia di consulenza in branding e poi, a Losanna, in qualità di direttore della comunicazione creativa dello stesso gruppo. Qual è il suo rapporto con l’auto e il mondo dell’auto?
Sandro Mesquita, direttore del GIMS: Ho sempre avuto un forte attaccamento emotivo nei confronti dell’automobile, del design dei veicoli, ma anche dell’affascinante tecnologia che pulsa sotto la carrozzeria. Inoltre, trovo interessante osservare l’importante ruolo dell’auto e del trasporto individuale nello sviluppo della nostra società. Senza contare che continuo a pormi domande sulle possibili evoluzioni future della mobilità.
 
Cosa trova particolarmente interessante nel suo nuovo ruolo di direttore del GIMS?
Assumere quest’incarico presso un’icona del panorama fieristico svizzero è una grande sfida. Il GIMS è un evento di punta sia in Svizzera che a livello internazionale. Questo è già di per sé un grande stimolo. Inoltre, sono entusiasta di partecipare alla trasformazione del GIMS da salone dell’automobile a evento con un impatto sul settore. I tempi in cui a Ginevra si presentavano solo auto sono passati. Il salone di quest’anno avrebbe già dovuto segnare un cambiamento in questo senso. Volevamo proporre una fiera interattiva e io punto a continuare in questa direzione, aprendo nuovi orizzonti.
 
Dal 1° maggio è il direttore del GIMS. È già stato nel suo ufficio in queste due settimane?
Sono stato in sede tre volte e solo brevemente in ufficio. Non ho ancora avuto l’occasione di conoscere molte persone e neanche tutti i componenti della mia squadra. Nelle mie tre visite a Ginevra si è trattato soprattutto di chiarire dettagli tecnici, in modo da poter lavorare da casa. Al momento io e il mio team siamo in modalità home office, il che non è ideale per un nuovo inizio, ma almeno funziona. Naturalmente spero che in Svizzera si possa tornare presto alla normalità.
 
Il «distanziamento sociale» resta una regola da rispettare. Riesce a immaginare un GIMS con migliaia di visitatori nei padiglioni del Palexpo già nel 2021?
Questa è una bella domanda per cui non ho ancora una risposta. Credo che dovremo trovare un nuovo formato per l’accesso al GIMS. Forse nel 2021 non sarà ancora possibile avere così tante persone tutte insieme e nello stesso giorno nei padiglioni del Palexpo. Forse dovremo allungare il GIMS in modo da regolare meglio i flussi di visitatori e distribuirli. Al momento, però, le tante domande su cosa sarà possibile e cosa no a marzo 2021 restano senza risposta. Per questo dobbiamo fare progetti pensando a diversi scenari.
 
Per il 2020 erano state programmate diverse novità come GIMS Discovery e GIMS Tech; pensa che progetti di questo tipo saranno possibili in nuovi scenari oppure sono ormai fuori discussione?
La direzione generale di questi nuovi formati fieristici era corretta. La mia idea è portare avanti progetti come GIMS Discovery, GIMS Tech, GIMS VIP Days. Prima di tutto, però, per il 2021 dobbiamo mettere in piedi un salone che abbia un senso tanto per i visitatori quanto per i singoli produttori. Il settore dell’automobile sta attraversando una grave crisi a causa della pandemia di coronavirus e deve gestire l’attuale trasformazione della mobilità. Spero che il GIMS possa essere una piattaforma attraverso cui mostrare la crescita e gli sviluppi positivi del settore.
 
Lei crede nel GIMS, altrimenti non avrebbe accettato l’incarico di direttore. Ma secondo lei quali sono le sfide principali per poter realizzare un GIMS nel 2021?
Sono tante. Prima di tutto dobbiamo trovare una solida base finanziaria per svolgere il prossimo GIMS. Senza fondi, non si può organizzare nessun salone. In seconda battuta dobbiamo discutere gli obiettivi del salone insieme alle marche. Dobbiamo chiarire il valore del salone all’interno delle strategie comunicative dei produttori e ridefinirlo insieme.
 
Alcuni produttori non sono stati molto contenti della cancellazione all’ultimo momento. I malumori si sono placati e magari avete già conferme per il 2021?
Abbiamo già ricevuto segnali positivi da alcune marche, ma ancora nessuna conferma. Per questo è ancora troppo presto. Di solito le aziende definiscono i budget per l’anno successivo tra agosto e settembre, quindi sarà difficile sapere qualcosa prima. Però già il fatto che alcune marche hanno intenzione di venire a Ginevra nel 2021 è molto positivo. Ciononostante, dobbiamo lavorare con grande incertezza. Per questo non posso ancora dire al 100% se saremo in condizione di organizzare un GIMS per il 2021. Logicamente stiamo facendo del nostro meglio affinché il GIMS possa riaprire i battenti la prossima primavera. Allo stesso tempo stiamo lavorando anche ad altri scenari, come quello di un prossimo salone di Ginevra solo tra due anni, perché altrimenti il nostro non sarebbe un approccio professionale. Non è un’opzione che mi auguro, ma è un’alternativa. (Fonte: GIMS)
 
L’intervista completa è disponibile su AUTOINSIDE di giugno 2020
 
Il Cantone vuole esautorare la fondazione
Poco dopo l’annullamento della 90a edizione del Geneva International Motor Show (GIMS), il consiglio di fondazione, che ricopre anche il ruolo di organizzatore del salone di Ginevra, ha richiesto un sostegno finanziario al Cantone di Ginevra. Ora è arrivata secondo «SonntagsBlick» la risposta, in cui il governo ha promesso agli organizzatori del salone un aiuto finanziario di 16,8 milioni di franchi, ma li ha vincolati a richieste impegnative. Inoltre, l’assistenza finanziaria deve ancora essere approvata dal Parlamento di Ginevra a giugno. La fondazione GIMS dovrebbe dare in pegno le sue azioni alla Palexpo SA, la società fieristica ginevrina, di cui l’80% è di proprietà del Cantone. In tal modo la fondazione, composta perlopiù da rappresentanti degli importatori svizzeri di automobili, perderebbe completamente la sua influenza sull’organizzazione GIMS.
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