«Pianifica il lavoro, lavora secondo i piani»

10 agosto 2018 agvs-upsa.ch - Urs Wernli presiederà per un anno la Federazione svizzera del traffico stradale «stradasvizzera». In un’intervista il presidente centrale UPSA, spiega su cosa intende concentrarsi.
 
sco. Signor Wernli, congratulazioni per la sua nomina a presidente di «stradasvizzera». Che cosa significa per lei questo incarico?
Urs Wernli: La carica di presidente viene assegnata per statuto ed esercitata a turno da una delle organizzazioni sostenitrici, ovvero ACS, UPSA, auto-suisse, ASTAG, Erdölvereinigung e TCS. Ciò non toglie che l’incarico sia legato ad alcuni compiti ardui connessi alla politica dei trasporti svizzera. Ma mi diverte potermene occupare rivestendo un ruolo di responsabilità.
 
E quale significato ha la presidenza per l’UPSA?
Per l’Unione, la nomina significa avere un po’ più di voce in capitolo nella definizione delle priorità e quindi poter valutare determinati temi dal punto di vista dei garagisti. Si pensi, ad esempio, a due questioni fondamentali per loro: l’accesso ai dati e il loro utilizzo.
 
Quali obiettivi si propone per il suo anno di presidenza?
Quelli più importanti sono due: primo, preparare Olivier Fantino al suo nuovo incarico di direttore e, secondo, raggiungere una migliore collaborazione tra i membri. Poi mi sono proposto di convergere le forze dei settori della mobilità e del traffico su strada e di creare un contrappeso al trasporto pubblico nei contatti con l’amministrazione e la politica.
 
Darà la precedenza ad altre attività rispetto a quelle di Peter Götschi, suo predecessore?
No. L'azione coordinata delle organizzazioni sostenitrici per una trattazione più efficiente dei temi di politica del traffico su strada resterà al centro della nostra attenzione. A questo focus si aggiungono poi le questioni politiche più urgenti come il limite di velocità di 30 km/h sulle strade principali dei centri abitati e la revisione della legge sulle emissioni di CO2. Sono due argomenti inaccettabili per gli utenti delle strade, ai quali va opposta una strenua resistenza.
 
La presidenza di «stradasvizzera» è un mandato di appena un anno. C’è abbastanza tempo per attuare un proprio programma?
Non è questa la priorità. Ciò che conta è il risultato che vogliamo raggiungere insieme. L’agenda è già stata definita e, oltre ai temi già citati, comprende il mobility pricing, il contrassegno elettronico, il potenziamento dell’infrastruttura stradale (FOSTRA), la pianificazione del territorio, i costi esterni, le zone ambientali, il road pricing e le elezioni del 2019.
 
«stradasvizzera» è una federazione piuttosto eterogenea. Ne fanno parte, ad esempio, il TCS, l’Associazione dei servizi della circolazione (asa) e la Federazione svizzera del turismo (FST). Come armonizza gli interessi di tutti?
Attuo il principio «pianifica il lavoro e lavora secondo i piani». La collaborazione tra i membri è ottima per due aspetti. A livello strategico, l’incarico statutario viene eseguito dalla conferenza dei presidenti: in questa sede i vertici delle organizzazioni sostenitrici devono accordarsi. A livello operativo, la direzione, composta da un rappresentante di ogni organizzazione, è chiamata a collaborare costantemente. Questo tipo di collaborazione garantisce ottimi risultati e fa sì che gli interessi del traffico su strada siano curati nel lungo periodo.
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