Vincono i veicoli elettrici comunali e per lo smaltimento

13 gennaio 2020 upsa-agvs.ch – Giovedì sera l’Ufficio federale dell’energia UFE ha assegnato i Watt d’Or 2020. Tra i premiati figurano i veicoli comunali elettrici di Viktor Meili AG e il Futuricum Collect 26E, un autocarro elettrico targato Designwerk Products AG per la logistica dello smaltimento.

cst./pd. Esiste dal 2007, il Watt d’Or, il premio all’eccellenza energetica. Con questa onorificenza l’Ufficio federale dell’energia UFE tributa onore alle aziende svizzere che sviluppano le tecnologie energetiche di domani, praticano l’innovazione sul mercato, dettano nuovi standard per le soluzioni pratiche e soddisfano grandi esigenze in termini di comfort, estetica ed economicità. Quest’anno il Watt d’Or per la categoria «Mobilità a efficienza energetica» è andato a due aziende: Viktor Meili AG e Designwerk Products AG.

Viktor Meili AG è un’azienda familiare di Schübelbach (SZ) con il carburante nelle vene e un cuore elettrico. I suoi veicoli comunali a batteria consumano meno energia rispetto agli omologhi diesel. Una ricarica basta infatti per otto–dieci ore di servizio invernale. Inoltre sono molto silenziosi, non emettono CO2 e i costi di manutenzione sono contenuti. L’idea di produrre veicoli comunali elettrici era venuta a Manuel Meili, che insieme a sua sorella Katja rappresenta la terza generazione alla guida dell’azienda. Dieci anni fa, Manuel aveva avuto un’intuizione che non gli dava pace, ovvero che i diesel non sarebbero stati una soluzione nel lungo periodo. Così aveva cominciato a occuparsi di propulsioni elettriche. E aveva capito subito che avrebbe dovuto sviluppare da solo un gruppo propulsore con assi e trasmissione per i suoi veicoli. Il successo è arrivato dopo tante ore di lavoro, anni di test e la costruzione di un centro di competenza di proprietà dell’azienda. Lì si svolge lo sviluppo, al quale partecipano anche partner come Suncar, ex start-up dell’ETH. L’ingegno meccanico è scritto nel codice genetico dei Meili. Manuel sviscera motociclette, trattori e persino funivie, proprio come faceva suo nonno negli anni Trenta. Oggi l’azienda di famiglia detiene il 30 percento del mercato svizzero dei veicoli comunali.

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Il Futuricum Collect 26E è un autocarro con un DNS elettrico al 100 percento. Il mezzo per la logistica dello smaltimento pesa 26 tonnellate, ha quattro motori elettrici con una potenza totale di 760 CV, monta batterie con un ciclo di vita di 800’000 chilometri e ha un’autonomia di 150 chilometri nella modalità raccolta rifiuti. Il veicolo elettrico è targato Designwerk AG. Nel 2007 Tobias Wülser e Frank Loacker avevano fondato l’azienda con l’obiettivo dichiarato di promuovere la mobilità elettrica con un engineering e un design innovativi. E sono riusciti nell’intento. Dopo lo Zerotracer (una moto elettrica dotata di cabina) hanno sviluppato anche il DXP, il triciclo elettrico di distribuzione della posta prodotto in serie da Kyburz Switzerland AG. Il progetto pionieristico «Futuricum» è iniziato tre anni fa con il sostegno dell’Ufficio federale dell’energia. Ne sono nati quattro mezzi elettrici per la raccolta rifiuti, poi testati a Thun, Morat, Losanna e Neuchâtel e costantemente ottimizzati. Ora vengono prodotti in serie nel sito di Designwerk Products AG di Winterthur. L’indipendenza dai carburanti fossili e l’esonero dalla tassa sul traffico pesante riducono notevolmente i costi di esercizio dei veicoli, il che consente di ammortizzarne la maggiore onerosità. La superiorità dei Futuricum nel settore della logistica dello smaltimento è provata, tant’è che altre città svizzere ed estere hanno già appuntato il loro sguardo su di essi.

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I Watt d’Or sono andati anche ai seguenti progetti: una rete termochimica di approvvigionamento energetico in una serra di orchidee, creata dalla Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften ZHAW, da Schmid Hutter AG e Meyer Orchideen AG (categoria «Tecnologie energetiche»); la metanazione biologica con gli archei nella centrale ibrida di Regio Energie Solothurn (categoria «Energie rinnovabili») e la rete anergica allestita al Campus Hönggerberg dell’ETH Zürich (categoria «Edifici e spazi»).

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