Riproposta la mozione Moser

25 aprile 2019 upsa-agvs.ch – La Consigliera nazionale PVL Tiana Moser ha ripresentato la sua mozione per la reintroduzione della verifica periodica degli impianti di scarico. Il suo obiettivo è individuare i diesel difettosi e sventare i divieti di circolazione cantonali dovuti alle polveri sottili.

abi. Dopo che il suo primo intervento era stato tolto dal ruolo nel 2017, la Consigliera nazionale zurighese ha presentato una nuova mozione a fine marzo. Il secondo intervento ha riscosso interesse, tant’è che questa volta la mozione ha trovato il sostegno di 19 parlamentari dei partiti più diversi (i cofirmatari della prima, invece, erano stati sette). Tra essi figurano Rosmarie Quadranti (PBD), Thomas Ammann (PPD), Kurt Fluri (PLR), Thomas Hardegger (PS), Lorenzo Quadri (Lega) e Michael Töngi (Verdi).

L’antefatto della mozione è stata la decisione, presa nel 2013, di abolire la verifica periodica degli impianti di scarico dei veicoli dotati di relativi sistemi elettronici di diagnosi on-board (OBD). Se il sistema segnala automaticamente il malfunzionamento – riteneva il Consiglio federale – la verifica non è più necessaria. 

La Moser, però, non è d’accordo. «Stando alle misurazioni del Canton Zurigo, il 10% delle autovetture diesel circola con un filtro antiparticolato difettoso senza che il sistema OBD lo segnali», scrive la Consigliera nazionale del PLV nel suo intervento. Per la Moser, quindi, una cosa è chiara: «Il sistema spesso non riconosce il malfunzionamento del filtro antiparticolato.» 

La verifica periodica degli impianti di scarico serve quindi a garantire «il regolare funzionamento del trattamento dei gas mediante catalizzatori e filtri non solo durante l’omologazione ma per tutto l’esercizio del veicolo.» In questo modo, possono essere riconosciuti i sistemi di depurazione difettosi, rimossi e manomessi. 

Automobilisti più protetti
La mozione tiene conto anche degli automobilisti, che devono rispondere del malfunzionamento delle loro vetture. «Senza la verifica periodica è impossibile sapere se il filtro antiparticolato funzioni o meno», scrive la Moser nella sua motivazione. Per questo motivo, la Germania, l’Olanda e il Belgio avrebbero reintrodotto i controlli.

La Consigliera nazionale vuole inoltre evitare che scattino i divieti di circolazione per via delle polveri sottili. I Cantoni devono infatti emanarli quando le concentrazioni sono troppo elevate. «Secondo le stime, le polveri sottili causano 3,3 miliardi di costi all’anno per il sistema sanitario.» Per la Moser non c’è ombra di dubbio: «È più economico e sensato riconoscere e sostituire i filtri antiparticolato che emanare dei divieti di circolazione cantonali.»

Nella prima mozione, la Moser aveva accennato anche al ruolo dei garagisti svizzeri. «Una parte dell’infrastruttura e il know-how sono forniti dai laboratori di prova (ad es. dell’Empa o delle scuole universitarie professionali), dagli uffici della circolazione stradale e dai garagisti svizzeri. I nostri meccanici di automobili vengono formati per eseguire tanto le riparazioni quanto le misurazioni dei gas di scarico e possono farlo in modo rapido e non burocratico», scriveva nel 2017.

«Una soluzione non adatta»
Allora la mozione fu respinta dal Consiglio federale, il quale ritenne che la reintroduzione della verifica periodica degli impianti di scarico non fosse la «soluzione adatta» per scoprire le manomissioni. Il parere recitava che «i controlli periodici dei gas di scarico secondo le prassi e tecniche correnti si dimostrano inefficaci di fronte alle manipolazioni». E ancora: «Quest’approccio sarebbe inoltre in contraddizione con gli sforzi volti a ridurre l’eccesso normativo e avrebbe ripercussioni negative sull’economia.»

Il Consiglio federale non ha è ancora espresso il suo parere in merito alla nuova mozione.

 

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