Il dieci percento dei filtri antiparticolato è probabilmente difettoso

2 luglio 2018 agvs-upsa.ch –  L’Ufficio per i rifiuti, l’acqua, l’energia e l’aria del Cantone di Zurigo ha testato le emissioni di particolato di 1090 veicoli diesel in occasione del CVM. Dalle misurazioni è emerso che circa il dieci percento dei veicoli in circolazione, classificati particolarmente rilevanti e rispondenti alla norma Euro 5a sui gas di scarico, ha un filtro antiparticolato difettoso. Questo esito rafforza le pressioni per reintrodurre l’obbligo del test sui gas di scarico.

kro. Non c’è pace per il diesel. Solo la scorsa settimana in Germania è stato reso noto che le cifre delle immatricolazioni e delle vendite sono tornate a crescere per la prima volta dopo vari mesi, ma ecco giungere cattive notizie dalla Svizzera: gli esperti dell’Ufficio per i rifiuti, l’acqua, l’energia e l’aria del Cantone di Zurigo (Awel) hanno riscontrato che il dieci percento dei veicoli diesel dotati di filtro antiparticolato e conformi alla norma sui gas di scarico Euro 5a, immatricolati nel 2011, circola con filtri antiparticolato non funzionanti. E quel che è peggio è che il difetto non è stato segnalato dai sistemi diagnostici di bordo.
 
Nella sua indagine, l’Awel ha testato complessivamente 1090 veicoli diesel, scegliendo come gruppo statisticamente rappresentativo i veicoli rispondenti alla norma Euro 5a con prima immatricolazione nel 2011. In questo gruppo, comprendente 159 vetture, 16 presentavano un filtro antiparticolato difettoso. In tutta la Svizzera si contano circa 600 000 veicoli registrati conformemente a questa norma sui gas di scarico.
 
Mille volte più particolato
Ogni veicolo con un filtro antiparticolato difettoso è un veicolo inquinante di troppo, in particolare se si pensa che, secondo gli esperti, un solo veicolo con filtro interamente danneggiato può rilasciare emissioni quanto mille veicoli con filtro funzionante.

I risultati del test sono benzina sul fuoco per Tiana Moser. La Consigliera nazionale dei verdi liberali ha presentato lo scorso anno una mozione per la reintroduzione del test obbligatorio sui gas di scarico. Questo intervento è in sospeso al Parlamento, ma il Consiglio federale si è già espresso negativamente in merito. Nel settore dell’automobile le opinioni sono contrastanti: mentre auto-schweiz, l’associazione degli importatori di automobili, condivide il parere del Consiglio federale, l’Unione Svizzera dell’automobile (UPSA) è favorevole alla mozione. Con il suo sostegno, l’UPSA intende anche tutelare la reputazione del settore dell’auto e della sua industria.
 
Prime conclusioni per i garagisti
Per testare il filtro antiparticolato delle autovetture diesel, i garagisti UPSA hanno a disposizione innanzitutto apparecchi diagnostici per valutare i segnali emessi dai sensori di pressione e temperatura installati a valle e a monte del filtro antiparticolato. Queste informazioni permettono di trarre quanto meno delle prime conclusioni sulle condizioni del filtri antiparticolato.

«Per determinare il grado di depurazione effettivo e quindi la quantità di particolato fine emesso dallo scappamento sarebbero necessari ulteriori dispositivi di rilevamento», spiega Markus Peter, responsabile Tecnica e ambiente per l’UPSA. L’approvazione della mozione Moser e l’introduzione dell’obbligo di controllare i gas di scarico renderebbero necessario definire sia i processi specifici sia i requisiti dei dispositivi di misurazione.
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