Targhe professionali: la reiterazione costa cara

29 novembre 2019 upsa-agvs.ch – Chi circola in Germania con le targhe professionali rischia una multa – o peggio ancora, una pena detentiva. I media UPSA fanno luce sulla questione.



abi. René Straub tira un sospiro di sollievo. All’inizio di ottobre il carrozziere era stato fermato a Costanza dalla polizia di frontiera e poi denunciato dalla polizia. Stava infatti circolando con una targa professionale ad appena 500 metri dal confine. Ora l’ufficio competente della città gli ha notificato la multa con un cosiddetto Bussgeldbescheid. Ma a differenza di un suo collega che ci ha rimesso 1300 Euro, Straub se l’è cavata con soli 96,60 (70 Euro di multa, 25 Euro di tassa e 1,60 Euro di spese anticipate). Il motivo della multa? «Il veicolo circolava su una strada pubblica, ma non era immatricolato.»

Ma da cosa deriva questa incongruenza? È arbitrarietà? O forse un ghiribizzo dei poliziotti? I media UPSA hanno chiesto delucidazioni al Landratsamt di Costanza. Le risposte forniteci valgono per tutta la Germania. La legge sul traffico su strada (StVG) e il regolamento per l’immatricolazione dei veicoli (FZV) si applicano infatti a livello nazionale. 

Si tenga conto del fatto che né i media UPSA né il Landratsamt sanno cosa comprendano i 1300 Euro. Può infatti succedere che il multato abbia commesso anche altre infrazioni come il superamento dei limiti di velocità. 



Fondamentalmente, però, l’entità della multa varia da caso a caso. Il motivo è semplice: secondo il Landratsamt, le violazioni di questo genere vengono prima trattate come uso abusivo di targhe e poi denunciate come reato al pubblico ministero. Sussiste un uso abusivo delle targhe professionali quando un veicolo o un rimorchio viene munito, con intento illecito, di targhe che non corrispondono ai contrassegni ufficialmente emessi o immatricolati per il veicolo stesso (art. 22 cpv. 1 n. 2 StVG). All’estero si teme anche che i danni causati da un veicolo dotato di targhe professionali non siano assicurati.

Se il pubblico ministero riscontra elementi che giustifichino una condanna penale, in caso di eventuale udienza può essere comminata una pena pecuniaria consistente o persino una detenzione di massimo un anno. La decisione e la quantificazione spettano alle autorità giudiziarie.

Se invece il pubblico ministero rinuncia a perseguire il reato e fa archiviare il procedimento, il caso passa alle autorità amministrative di livello inferiore affinché venga punita l’inosservanza di prescrizioni d’ordine. In questo caso – spiega il Landratsamt – l’inosservanza viene derubricata a utilizzo di veicoli non immatricolati (art. 3 cpv. 1 FZV; art. 24 StVG, 175 BKat), proprio come successo a René Straub. Trattandosi di un caso standard, l’infrazione viene punita con 70 Euro di multa, come previsto dal relativo registro. 

Ma attenzione! Le autorità giudiziarie tengono conto di eventuali reiterazioni. Il Landratsamt non aggiunge altro ma una cosa è certa: se le denunce si moltiplicano, si configura un atto doloso. E nella prima istanza del procedimento la pena viene raddoppiata.

A proposito: se il pubblico ministero punti o meno a una condanna penale non dipende dai poliziotti. La violazione viene sempre trattata prima come uso abusivo di targhe e poi comunicata al pubblico ministero come possibile reato da valutare. La polizia non ha dunque margini di discrezionalità per valutare la valenza del fatto commesso, come spiega il Landratsamt. L’arbitrarietà quindi non c’entra.
 
 

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