UPSA e USAM aumentano il pressing

14 febbraio 2018 agvs-upsa.ch - Chi guida un veicolo nei paesi confinanti munito di targhe professionali rischia una multa. Ora l’UPSA e l’Unione svizzera delle arti e dei mestieri (USAM) chiedono con veemenza l’intervento dell’Ufficio federale delle strade (USTRA).



sco.L’appello al direttore dell’USTRA Jürg Röthlisberger reca la data del 7 febbraio e le firme di Hans-Rudolf Bigler, direttore dell’USAM, e di Urs Wernli, presidente centrale UPSA. In esso i due massimi rappresentanti delle associazioni chiedono all’autorità di «intavolare dei negoziati con la Germania ed eventualmente anche con l’Austria e la Francia per raggiungere un accordo per il mutuo riconoscimento delle targhe professionali». Quelle svizzere non sono infatti riconosciute nei paesi limitrofi.

La Convenzione sulla circolazione stradale di Vienna stabilisce che l’immatricolazione è sempre di competenza dello Stato in cui il veicolo era dislocato prima dello spostamento. La licenza di circolazione deve specificare perentoriamente la targa, la data della prima immatricolazione, il nome completo e il domicilio del detentore, il nome del costruttore del veicolo, il numero del telaio e altre indicazioni.

In altre parole: a livello internazionale, si considerano immatricolati solo i veicoli muniti di una targa rilasciata da un’autorità statale. Ciò non comprende dunque quelle professionali, che vengono assegnate dai garagisti (ovvero da privati). Le targhe dei garage svizzeri vengono rilasciate insieme alle licenze di circolazione collettive. E dato che queste ultime non riportano tutte le indicazioni previste dalla Convenzione di Vienna, i documenti non hanno validità all’estero.

Proprio per questo motivo, non pochi svizzeri sono stati recentemente multati (specialmente dalle autorità tedesche) o respinti al confine perché circolavano con targhe professionali.

Negoziati in corso con l’Italia

Nella sola zona di confine con la Germania l’UPSA conta circa 1750 garage; urge perciò una convenzione con il „vicino“ a nord. Con l’Italia, invece, la Svizzera sta già trattando (a livello tecnico) un accordo per il mutuo riconoscimento delle targhe professionali.
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