Il «topless» non è più sexy!

Le cabriolet simboleggiano la gioia di guida. A quanto pare, però, in Svizzera non è più sexy girare in «topless». Secondo le analisi degli specialisti di dati Eurotax, tra il 2010 e il 2014 le immatricolazioni sono infatti calate di quasi un quarto, attestandosi in ultimo a quota 6092.

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Der La contrazione della domanda di cabriolet e roadster in Svizzera segue un trend che, a livello mondiale, si presenta persino più accentuato: nel 2014 le auto con o senza cappotta rappresentavano appena lo 0,7% di tutte le vetture vendute al mondo. Le cause possibili sono numerose: innanzitutto, la urbanizzazione dilagante e i conseguenti problemi del traffico non fanno venire voglia di girare in "topless". In secondo luogo nelle zone residenziali urbane scarseggiano i parcheggi per una seconda o terza vettura. È anche ipotizzabile che la domanda sempre crescente di pratici SUV si ripercuota almeno in parte sulle quote di mercato del segmento ormai saturo delle cabriolet e dei roadster. Inoltre, sempre più modelli attraggono gli acquirenti con tettucci panoramici sempre più generosi, in particolare quelli scorrevoli, che sanno entusiasmare indipendentemente dalla stagione.

Una delle concause della perdita di quote di mercato di cabriolet e roadster è certamente anche l'offerta esigua di modelli nelle fasce di prezzo inferiori e medie. Ex celebrità della categoria come Alfa Romeo Spider, Peugeot 207 CC, Peugeot 308 CC, VW EOS, BMW Serie 1 Cabrio non si evolvono, in Svizzera addirittura non vengono più offerte o, nel migliore dei casi, vengono vendute come vetture in giacenza. Le novità interessanti come, ad esempio, la Citroën DS3 Cabrio e la Jaguar F-Type Roadster, non possono compensare a livello numerico questa contrazione. Eppure si intravede un barlume di speranza! Con la sua nuova Serie 4 Cabrio BMW sembra aver fatto centro nel cuore degli amanti dell'"aria aperta": nel primo anno di vendita del modello, la sinuosa erede dell'apprezzata Serie 3 ha conquistato una quota di mercato del 13,6% (829 prime immatricolazioni) e, dunque, il vertice della classifica delle vendite di cabriolet, relegando al 2° posto la Mini Cooper Cabriolet - anch'essa BMW - che per tanti anni aveva occupato il 1° posto.

Se nell'anno passato il mercato di cabriolet e roadster nuovi si mostrava estremamente contenuto con le sue 63 varianti di modelli di 32 marchi, nello stesso anno il mercato dell'usato offriva e vendeva complessivamente 235 modelli diversi di 60 marchi - a dimostrarlo è un'analisi operata dagli analisti di mercato di Eurotax.

 

Nonostante l'aumento della domanda di cabriolet e roadster d'occasione i relativi tempi di fermo del 2014 ammontavano mediamente a 117 giorni, che sono sì 5 in meno (-4,1%) rispetto al 2013 ma restano pur sempre il secondo tempo di fermo più lungo di tutti i segmenti di veicoli (auto di lusso: 119 giorni). A livello regionale il valore oscilla tra 111 giorni (-5,9%) nella Svizzera nord-orientale e 121 (-4,0%) in quella occidentale.

I lunghi tempi di fermo non sono il risultato del languire della domanda; lo dimostra infatti l'aumento dei passaggi di mano degli ultimi anni. A quanto pare, però, le cabriolet e i roadster vengono talvolta offerti a prezzi che i potenziali acquirenti non sono pronti a pagare in ogni caso e per ogni modello. Oltre ai classici criteri di valutazione come l'età, il chilometraggio, la propulsione e la dotazione, in questo segmento ha peso anche il fatto che la cabriolet è spesso una seconda o terza auto e quindi non viene acquistata "a tutti i costi". Nel mercato delle cabriolet e dei roadster usati confluiscono dunque valutazioni soggettive dei veicoli in vendita, valutazioni che richiedono un po' più di tempo per inquadrare l'acquisto in un'ottica realistica.

Come dimostrato dall'analisi delle inserzioni di piattaforme online per la vendita di auto, in particolare nel caso delle cabriolet premium e di lusso (ad es. Jaguar F-Type, Jaguar XK, Ferrari F430, Ferrari F458, Maserati Grancabrio, Audi R8, ecc.) i prezzi iniziali dell'offerta si attestano talvolta ampiamente al di sopra dei prezzi di vendita effettivamente incassabili. Una determinazione più realistica dei prezzi o magari una loro gestione più dinamica potrebbe aiutare a ridurre notevolmente i tempi di fermo, che gravano anch'essi sui costi.

Maggiori informazioni sull'argomento: www.eurotaxpro.ch

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