«Una profonda delusione!»

È stata una votazione da brivido, senza precedenti: il progetto sulla LRTV si è mosso per ore e ore sul filo del rasoio ma alla fine sono stati i sostenitori a prevalere. La maggioranza non avrebbe potuto essere più striminzita: 50,08% al sì e 49,92% al no. Grande è stata la delusione degli oppositori, tra cui l'UPSA.



«Sono profondamente deluso», ha affermato Urs Wernli, Presidente centrale UPSA, quando domenica sera è stata ufficializzata l'accettazione della revisione della LRTV. «Quali democratici convinti dobbiamo accettare il risultato», ha dichiarato nei confronti di UPSA Online.

I sostenitori della revisione hanno vinto alle urne con una „maggioranza casuale“, per citare il politologo Claude Longchamps, apparso in TV verso sera. Alla fine sono stati soprattutto i cantoni francofoni, il Canton Grigioni, quello di Berna e di Zurigo, a far spostare l'ago della bilancia. «Abbiamo perso la battaglia alle urne nella Svizzera occidentale», così tira le somme Urs Wernli in tono sobrio (vedi intervista in basso).

«Però la battaglia contro il servizio pubblico smisurato, che negli anni addietro ha fatto da foglia di fico al costante ampliamento della SSR, non è ancora finita», sostiene Wernli, «perché adesso comincia la discussione che avrebbe dovuto essere condotta prima della votazione.»

Se gli oppositori richiederanno un riconteggio visto il risultato risicato è una questione su cui neanche Hans-Ulrich Bigler, Direttore usam, si è voluto pronunciare. Urs Wernli ha spiegato che ora l'intenzione è quella di analizzare attentamente il risultato e di decidere sul da farsi.

Meno avvincente è stata invece la votazione sull'imposta di successione. Sin da subito il no si è infatti delineato nettamente. Restava solo da vedere con quale percentuale avrebbe avuto la meglio. Con il 71% di voti contrari il risultato è stato chiarissimo. Domenica sera Urs Wernli ha affermato nei confronti d UPSA Online: «È un segno positivo per il settore e tutte le nostre PMI.»

In buona sostanza: per l'UPSA è stato un fine settimana di alti e bassi. La vittoria schiacciante sull'imposta di successione si contrappone alla risicatissima sconfitta nella revisione della LRTV. Ma in quest'ultima questione, se non la guerra, si è vinta una battaglia: il dibattito su contenuti e limiti del servizio pubblico è ormai stato lanciato.

Domenica sera, poco dopo le 5. Il risultato è ufficiale: il progetto sulla LRTV è stato accettato per un pelo dal popolo votante. Ovvia la delusione di Urs Wernli, che insieme al Direttore usam Hans-Ulrich Bigler si era battuto contro il progetto e, dunque, in favore del settore.
 
Signor Wernli, il risultato non avrebbe potuto essere più risicato. In che stato d'animo ha assistito a questa votazione da brivido?

Urs Wernli: È stato estremamente avvincente. Ogni volta che arrivava un nuovo risultato dai Cantoni ci mettevamo a calcolare come sarebbe andata a finire. Poiché l'esito è stato incerto per ore e ore, l'attesa è stata davvero lacerante.
 
Lei ha seguito la votazione insieme agli altri oppositori della revisione della LRTV. Che atmosfera c'era?

Urs Wernli: Non si è mai avvertita euforia ma piuttosto una certa trepidazione. Sapevamo, infatti, che il progetto si sarebbe mosso sul filo del rasoio. Per quanto mi riguarda, ho capito piuttosto velocemente che il risultato sarebbe stato risicato e durante la prima metà del pomeriggio ho detto che, alla fine, sarebbero stati 2'000 voti a fare la differenza. Ora lo scarto è di circa 4'000. Per prima cosa abbiamo dovuto berci su...
 
In veste di Presidente centrale UPSA, si è impegnato a fondo contro il progetto. Quanto è grande la sua delusione?

Urs Wernli: La delusione è grandissima. Noi del fronte degli oppositori abbiamo fatto tutto il possibile. È duro perdere per appena 4'000 voti. Sono sicuro che i nostri membri sono andati a votare per il no.

Secondo lei, che cosa ha fatto spostare alla fine l'ago della bilancia a favore della revisione della LRTV?
Urs Wernli: Sicuramente il "regalo" di 60 CHF che ora alleggerisce le imposte per i contribuenti. E in alcuni Cantoni, più precisamente in Romandia, è stata la paura dello smantellamento del servizio pubblico. È in quei Cantoni che abbiamo perso alle urne.

Nonostante tutto si può affermare che lei e gli altri oppositori abbiate vinto, se non la guerra, almeno una battaglia. Infatti adesso inizia il dibattito che avrebbe dovuto essere condotto prima...
Urs Wernli: Esatto, ora discuteremo di cosa il servizio pubblico dovrà comprendere in futuro.

L'UPSA si impegnerà in questo contesto?
Urs Wernli: Assolutamente sì. Con una maggioranza casuale così striminzita né il Ministro dei media Doris Leuthard né la SSR potranno passare all'ordine del giorno. Noi dell'UPSA proseguiremo ovviamente i nostri sforzi in quanto componente importante dell'usam, non c'è ombra di dubbio.

Ritiene possibile che il fronte degli oppositori esiga il riconteggio dei voti?
Urs Wernli: Ancora non lo so. Suppongo che prima si procederà a un'analisi precisa del risultato e poi si deciderà sul da farsi.

Se non altro è stata respinta l'imposta di successione. È contento?
Urs Wernli: Pur essendo importante e schiacciante, il no all'imposta di successione è passato in sordina perché dominato dal testa a testa sulla LRTV. E pensare che, delle due, è stata la votazione più importante per il settore. Sono felicissimo che l'iniziativa sia stata respinta. È un segno positivo per il settore e tutte le nostre PMI. Noi dell'UPSA abbiamo preso atto del risultato con profonda soddisfazione.
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